Storia

 

Cenni storici

Il parco è costituito da quanto rimane dei possedimenti dei marchesi Sampieri-Talon.
La sua struttura lascia intuire l’originario assetto del parco che circondava la villa: un ampio giardino secondo i canoni della scuola francese di Le Nôtre (il famoso architetto dei giardini della reggia di Versailles), un piccolo giardino all’italiana e un vasto parco all’inglese.
Completavano il quadro un laghetto, statue, chioschi, finti ruderi medievali, un tempietto cinese, un obelisco egiziano ed altre ambientazioni fra il classico e l’esotico, secondo i gusti dell’epoca.
Lo scrittore francese Stendhal, che durante il suo soggiorno bolognese (1816-1817) amava frequentare con lunghe passeggiate questi luoghi attorno allachiusa del Reno, li paragonava al Bois de Boulogne di Parigi.
Non mancavano ovviamente campi coltivati e vigneti, anzi si può dire che la tenuta agricola della villa è stata un importante fattore propulsivo dell’economia casalecchiese del tempo e non solo un centro di vita culturale e mondana.
Nel sottosuolo del parco passa un acquedotto romano risalente all’anno 100 a.C., tuttora funzionante, che deriva l’acqua dal torrente Setta una decina di km più a monte.
Durante la seconda guerra mondiale alcuni cunicoli preesistenti (che sono poi risultati collegati con l’antico acquedotto romano) furono utilizzati dal comando militare tedesco, che aveva base nella villa Sampieri-Talon, come rifugi antiaerei; mentre un rifugio per la popolazione civile fu realizzato sfruttando una grotta lungo lo storico sentiero dei Bregoli poco oltre la chiesa di San Martino.

Il parco oggi

Dal 1975 il parco è proprietà comunale e si estende per più di 100 ettari.
Il nome attuale di Parco della Chiusa deriva dalla presenza ai limiti della sua area di quella grande ed antica opera idraulica sul fiume Reno, storicamente tanto importante per tutto il territorio bolognese, e tuttora in funzione.
Il parco è sito di interesse comunitario e zona di protezione speciale e fa parte del paesaggio naturale e semi-naturale protetto dei Boschi di San Luca Destra Reno e Collina bolognese.
L’area è di particolare interesse naturalistico, sottoposta a salvaguardia e rinaturalizzazione.
Tali tutele si attuano attraverso interventi manutentivi volti a preservare la libera evoluzione delle specie animali vegetali soprattutto nelle fasce boscate e ripariali.
Per tali motivazioni l’uso di questa area necessita di particolare rispetto, cautela ed attenzione anche da parte dei suoi frequentatori.
L’area del parco può essere suddivisa sostanzialmente in due parti, alle quali corrispondono due diverse fasce vegetazionali.
La prima si estende dalla riva destra del Reno (60 m.s.l.m.) fino alle prime appendici collinari ed è caratterizzata da una vegetazione igrofila costituita da pioppo bianco, pioppo tremulo, ontano nero, salice bianco, olmo campestre, farnia.
La seconda parte occupa il versante collinare dai 100 a 250 m.s.l.m. e presenta una copertura boschiva tipicamente mesofila dominata dal carpino nero e dall’ornello, presente anche l’acero campestre, l’opalo, la roverella ed un sottobosco di pungitopo e asparago selvatico.
Nonostante la contiguità dell’abitato urbano e la sua libera frequentazione in ogni sua parte, il parco offre buone opportunità di vita di molte specie animali. Alcune sono vere e proprie rarità, come la salamandrina dagli occhiali, soggetta a particolare tutela.
Altri anfibi presenti sono la rana agile ed il rospo comune. Fra i rettili: il ramarro, la lucertola, il biacco, la biscia d’acqua ed il colubro di esculapio. Fra gli uccelli: il picchio verde, il picchio rosso maggiore e il torcicollo, nonché l’allocco ed i piccoli passeriformi.
Fra i mammiferi: il cinghiale, la volpe, il tasso, l’istrice, il riccio e lo scoiattolo.

Vedi anche i cenni storici su Villa Sampieri-Talon

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